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ITINERARIO
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* da Dro
possibile un fuori percorso da provare
info@stewe.it
Questa pista ciclabile è divisa in due tronchi, poiché non è
stato ancora ultimato il tratto centrale che attraversa il
suggestivo deserto di pietre delle Marocche di Dro. I due tratti
realizzati misurano complessivamente circa 19 chilometri; il
più lungo ha inizio sulle rive del Lago di Garda, nel paese di Torbole, fino a raggiungere il piccolo borgo di Ceniga; l'altro
tratto, più corto, unisce Pietramurata a Sarche.
L'ambiente che il percorso attraversa è tra i più suggestivi
dell'intero Trentino: grazie all'influsso del Lago, il clima
favorisce lo sviluppo di vegetazione di tipo mediterraneo, che
contrasta con le alte falesie rocciose che circondano la valle
ed il Lago. Olivi, cipressi, lecci, aranci, agavi, trovano il
limite naturale di massima distribuzione settentrionale proprio
in questa zona.
La pista segue l'argine del basso corso del Fiume Sarca,
da dove questo sfocia nel Garda, e lo risale per circa sei
chilometri fino a raggiungere Arco, deliziosa cittadina ai piedi
della rupe che accoglie l'omonimo Castello. Arco è un centro di
cura famoso già dal 1800 ed ospita interessanti architetture
dell'epoca che meritano sicuramente una sosta per la visita,
così come il Castello e l'Arboreto, posto nel parco della ex
Villa Arciducale. Proseguendo lungo il percorso ciclabile
che attraversa l'abitato, in breve si raggiunge il paese di
Ceniga, passando a cospetto delle pareti del Colodri e della
Malapreda, palestra ricercata dai rocciatori di tutto il mondo.
A Ceniga la pista termina il suo percorso, in attesa di venire
completata con l'attraversamento delle Marocche di Dro, area
naturalistica protetta, dalla strana caratteristica: si tratta
di una immane frana caduta dalle pareti a picco del Monte Brento.
L'altro tratto di pista ciclabile percorre sempre la
sponda del Fiume Sarca dal paese di Pietramurata a quello di
Sarche. Si tratta di un breve tragitto di circa tre chilometri e
mezzo ed è possibile collegarsi con il tratto precedente
attraverso sentieri sterrati all'interno dell'area delle
Marocche; con una strada asfaltata che costeggia il Lago di
Cavedine; oppure percorrendo la trafficata strada statale.
Un altro tratto di pista ciclabile interessa la sponda
settentrionale del Lago di Garda e collega Torbole con Riva,
partendo dallo stesso punto di quella appena descritta, oppure
dal ponte della strada statale che supera il Fiume Sarca.
Costeggia il Lago su una mensola a sbalzo che supera all'esterno
una breve galleria e raggiunge il Porto San Niccolò ed il centro
di Riva del Garda, capoluogo della sponda trentina del più
grande lago d'Italia.
MAROCCHE DI DRO

SARCHE.
Il nucleo originario è in riva destra del Sarca, oltre il ponte.
Nel medioevo era sede del dazio per le merci provenienti dal
Lomaso attraverso il passo della Morte. Il materiale portato dal
Sarca, che esce dal Limarò, ha formato lo sbarramento
determinando la formazione del Lago di Toblino. Sotto la parete
del Dain Picol (via attrezzata Pisetta) da osservare, imponente
pianta di leccio. Produzione vini pregiati (cantina sociale).
PIETRAMURATA.
Il paese è recente, sorto attorno al dosso della Torre di
Guardia (XVI sec. Torre di Guaita). A ridosso di un grande
masso, che emergeva dalle paludi circostanti, sono state
incorporate le prime case dell'abitato.
MONTI DI CAVEDINE E PERGOLESE.
Dopo l'erezione degli argini del fiume Sarca, la piana, tra il
lago di Toblino e le Marocche, venne bonificata e dal XVI sec.
in poi si insediarono molti contadini della valle di Cavedine
dando origine ai Masi. Nota la coltivazione di viti, olivi,
alberi da frutta; la produzione di vino, spumante e grappe. A
Pergoolese antica distilleria. Ai Monti di Cavedine azienda
agricola con posto di sosta e di ristoro.
RIVA DEL GARDA
Elegante località turistica, situata
alle pendici dei monti Rocchetta e Brione. Fu sede in epoca
romana di un collegio di nocchieri, che ne custodiva il porto.Nel
corso dei secoli passò attraverso varie dominazioni, ed entrò
infine a far parte dello Stato italiano nel 1918.Il centro della
città, che si affaccia sul lago, è tutto un richiamo al passato,
a cominciare dalla piazza III Novembre delimitata da costruzioni
in stile lombardo-veneto e dove si trovano la Torre Apponale,
eretta nel 1220, il Palazzo Pretorio, costruito da Cansignorio
della Scala nel 1375 e il Palazzo del Comune antecedente il 1200
e ricostruito dai Veneziani alla fine del Quattrocento.
Poco distante si erge, a difesa del litorale, la Rocca del 1124,
oggi sede del Museo Civico e della Pinacoteca. Pregevoli gli
esempi di architettura barocca rappresentati dalla chiesa
dell´Inviolata e dalla chiesa dedicata a S.M. Assunta.
ARCO
Arco si trova ai
margini settentrionali del Lago di Garda. Centro storico e
culturale di grande interesse, propone una consolidata
tradizione di ospitalità e di turismo. Se la città di Arco e il
suo circondario possono condividere con altre stazioni
climatiche i naturali privilegi della mitezza del clima e della
lussureggiante vegetazione mediterranea, nulla le può contendere
il primato e la prerogativa della sua atmosfera limpida e tersa,
lontana radice delle sue passate fortune e della fama di clinica
naturale. Arco è una nicchia ecologica, un rifugio romantico, un
microcosmo di storia e cultura. Parchi e giardini con eleganti
ville in stile liberty, bellissimi palazzi rinascimentali, una
cucina ricca e vigorosa, vini gentili e robusti, sono la culla
di un perfetto relax, di sport e di svago.
La parte antica della città è serrata intorno alle rocce del
castello, recentemente restaurato e visitabile. Sovrasta tutti i
fabbricati la superba mole della Collegiata, di scuola
palladiana, iniziata nel 1613. Sulla piazza III Novembre si
affacciano inoltre i palazzi già dei Conti d´Arco: l´attuale
Municipio, Palazzo Giuliani e, infine, in via Vergolano, Palazzo
Plateola.
Sul fianco sinistro della Collegiata si apre la piazza Marchetti
col palazzo omonimo (sec. XVI) con affreschi di autore ignoto.
La città vecchia è caratterizzata da un suggestivo svolgersi di
portali in pietra lavorata in stile rustico e nobile. Un cenno
meritano pure le piazze pavimentate in porfido, le fontane e i
popolareschi lavatoi.
Più a sud, all´esterno della cinta muraria, ora scomparsa, si
apre la città ottocentesca (stile liberty) con ville e palazzi
risalenti al periodo aureo della "città di cura". per altre
informazioni visita il sito del comune .
DRO
Un borgo caratteristico, situato nella
valle del fiume Sarca a nord del lago di Garda, di tipico
aspetto alto-gardesano: palazzine e vetuste case secolari,
tradizionali portali, piccoli archi, torri moedioevali,
irregolari stradelle. Atmosfere immote in un paesaggio folto di
vegetazione e di alberi da frutto che crescono rigogliosi
nell´imminenza dei monti. Famosa la coltivazione delle "prugne
di Dro" e la produzione del "Vino Santo" di antica tradizione.
Il paesaggio, di grande interesse morfologico ed ambientale, è
interessato dal fenomeno glaciale delle "Marocche", le più
estese e rilevanti d´Europa. Consistono in un imponente ammasso
caotico di materiale roccioso, con blocchi di dimensioni
gigantesche che occupano il fondovalle, dando al territorio un
suggestivo aspetto quasi desertico, che la vegetazione è
riuscita solo in parte a colonizzare. Dro è una delle comunità
più antiche della Valle del Sarca, ricco di testimonianze
storiche come la vecchia chiesa sconsacrata dei S.S. Sisinio,
Martirio e Alessandro, la chiesa barocca di S. Antonio e il
ponte romano di Ceniga. Molte le possibilità di escursioni e
passeggiate in questo paradiso, noto anche per le pareti
rocciose adatte agli appassionati dell´arrampicata e del
free-climbing.
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